TITUS LUCRETIUS CARUS

DE RERUM NATURA

Il poema classico del pensiero scientifico

Democrito

Anno 2000, duemila anni fa: LUCREZIO - Persona difficile e geniale

Prefazione, Bruno CUTRI’

 

Se non fosse per le profonde implicazioni scientifiche, che esprime la sua opera, avrei qualche perplessità nel presentare Tito Lucrezio Caro, un Poeta latino maledetto, a causa dell’immagine negativa e mistificata, che la cultura religiosa in genere, e cattolica in particolare, tramanda da millenni.

Le difficoltà aumentano quando si prova, e nei miei appunti personali ho provato decine di volte, a disegnare una sintesi dei suoi apporti scientifici, astraendosi dal debito verso Epicuro, al quale egli si rivolge come Maestro morale, piuttosto che come Scienziato.

 

Va detto subito che opera ancora una chiara Congiura del silenzio su Lucrezio – per altro vissuta sulla sua stessa pelle, da vivo – in forza del fatto che, pur esecrato, per la concezione anti-conformista in materia religiosa e politica, già ai suoi tempi, è stato in seguito ampiamente saccheggiato, in virtù della sua genialità; e non tanto sul piano poetico, quanto su quello scientifico, anche da persone insospettabili.

E’ solo una ipotesi, distorta dalle conoscenze attuali ? Forse, ma proverò a dimostrare che si tratta di ben altro. La Tesi principale è sintetizzata nell’Introduzione.

 

Ritengo, dalle sparse letture che ho fatto, che sono pochi i critici – e quelli che lo hanno divulgato – i quali si siano resi conto della profondità delle concezioni scientifiche, in moltissimi campi : quei campi super-specializzati della nostra epoca, ma che, al suo tempo, egli è stato capace di sintetizzare, tanto in un’opera di altissimo valore poetico, quanto di eccezionale interesse scientifico e metodologico. La sua Visione organica, dispersa nei versi latini difficili ed ormai desueti, sfida e si confronta con i millenni.

D R N

 

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